Sull’amore e i disturbi del comportamento alimentare

relazioni

Stare accanto a una persona che ha un disturbo del comportamento alimentare può essere difficile.
Spesso questi disturbi, detti anche DCA, hanno un’influenza sulla qualità delle relazioni e della sessualità. Perciò ti voglio parlare di qualcuno che non viene (quasi) mai preso in considerazione quando si parla di DCA: i e le partner di chi ne soffre.

Cercherò anche di spiegarti quali sono le ragioni che li causano e soprattutto – se stai leggendo questo articolo perché ami o sei vicino a qualcuno che li presenta – di aiutarti a capire come puoi comportarti per essere di supporto senza perdere di vista te stessə.

I disturbi del comportamento alimentare possono alterare le relazioni?

In un articolo pubblicato su Psychology Today, la psicologa clinica Carrie Gottlieb parla degli effetti che i disturbi del comportamento alimentare hanno sulle relazioni. 

Quello che emerge dai suoi studi è che i/le partner di chi soffre di un DCA spesso sentono svanire piano piano l’intimità, dal punto di vista sia emotivo che sessuale. Ciò accade perché le persone con un disturbo di questo tipo dedicano molto tempo, attenzioni ed energie al cibo, al peso e alla forma fisica, e trovano quindi difficoltoso pensare a qualsiasi altra cosa (compresi l’amore e il sesso).

Più i sintomi si aggravano, più si può creare distanza all’interno di una relazione. I disturbi del comportamento alimentare sono infatti solitamente accompagnati dalla vergogna e questo tende a causare dei muri comunicativi che vanno a intaccare l’onestà che ci dovrebbe essere nella coppia. L’unico modo per far funzionare bene il rapporto è che entrambe le parti coinvolte esprimano le loro difficoltà e stati d’animo.

I DCA hanno effetti anche sulla sessualità: possono provocare scompensi ormonali e altre alterazioni dell’organismo che determinano una diminuzione del desiderio sessuale o delle disfunzioni a livello genitale. Inoltre sono spesso accompagnati da problemi con l’immagine del proprio corpo, fattore che causa ulteriori blocchi a livello sessuale e una distanza ancora più grande nella relazione.

5 cose da sapere sui disturbi del comportamento alimentare

Questa lista l’ho scritta facendo riferimento a un articolo di Thought Catalog e a uno di Recovery Warriors, entrambi basati sulle esperienze di persone che hanno avuto disturbi dell’alimentazione.

1.

I DCA non nascono, di solito, dall’esigenza di apparire “bene” per qualcun altro o per se stessə.
Il punto centrale è spesso il profondo desiderio di controllare la propria vita: quando questo non succede si prova ansia e per gestirla si cerca di riacquisire il controllo almeno su un aspetto, che può essere il cibo.

È per questo motivo che frasi come “per me sei bellissimə” o “per me vai benissimo così come sei” – legate a un tema di apparenza e non di controllo – non possono risolvere il problema.

2.

Chi ha un disturbo dell’alimentazione spesso ne nasconde molti aspetti al/alla partner, perché ha paura di una reazione disgustata o impietosita ai suoi comportamenti. Per evitare situazioni in cui questi comportamenti rischiano di emergere, può arrivare anche a rifiutare inviti a eventi in cui bisogna mangiare con te o altre persone.

Meglio quindi organizzare attività che non abbiano al centro il cibo. So che è difficile da fare in Italia, ma se ci pensi bene ce ne sono veramente moltissime: mostre, visite a posti particolari, concerti, passeggiate all’aperto…

3.

Un basso livello di autostima è di frequente una delle cause scatenanti dei DCA e spesso il presentarsi del disturbo stesso va a diminuirla ancora di più.
Non è raro che chi ha queste difficoltà abbia grandi successi in altri ambiti della vita, ma quando si parla di cibo e corpo la bassa autostima è sempre lì, pronta ad attaccare.

4.

Una persona che soffre di disturbi del comportamento alimentare potrebbe cercare di evitare il sesso e la sessualità in generale. Dal punto di vista psicologico ciò avviene per la difficoltà ad accettare la propria immagine corporea, mentre dal punto di vista fisiologico perché l’insufficienza calorica crea uno sbilancio ormonale che può ridurre la libido. Oltre a questo, un corpo che non riceve abbastanza nutrimento si trova in una condizione di stress che rischia di determinare l’interruzione del ciclo mestruale in chi ha una vulva e disfunzioni erettili in chi ha un pene. 

In altri casi si può verificare un’esasperazione della sessualità, che viene “sfruttata” per provare a gestire le emozioni negative riguardo alla propria fisicità e smette di avere il piacere come obiettivo principale.

La tecnica di fare sesso con la luce spenta o con i vestiti addosso funziona per tamponare il problema, ma non è la soluzione. Provare invece a vivere la sessualità mettendo al centro le sensazioni che il corpo prova anziché il corpo stesso può aiutare a riconnettersi con esso e tornare ad amarlo.

5.

Anche quando riesce a raggiungere il suo “obiettivo di peso”, chi ha un disturbo dell’alimentazione non è veramente soddisfattə. Qualsiasi siano il peso o la taglia, non saranno mai quelli giusti ai suoi occhi.

Quindi frasi del tipo “guarda come sei dimagritə” non servono assolutamente a nulla.

I pop-consigli su come aiutare un/una partner con un DCA

Se qualcuno che ami o a cui vuoi bene è in difficoltà, è comprensibile che tu ti senta persə e ti chieda come gestire al meglio tutto questo.
Per aiutarti ho provato a scrivere qualche suggerimento su come supportare chi ti sta accanto e allo stesso tempo prenderti cura di te.

Cerca di capire.

POP-CONSIGLIO 1

Quando non conosciamo qualcosa di molto complesso – come i disturbi del comportamento alimentare – è facile cadere nei pregiudizi e basare le nostre credenze su falsi miti. Per questo è importante che ti informi per capire cosa effettivamente l’altra persona sta vivendo e come puoi evitare di ferire i suoi sentimenti. Spesso basta chiedere proprio a lei (con tatto).

Fai attenzione alle parole.

POP-CONSIGLIO 2

Non fare commenti sul cibo o sui corpi, non solo il suo ma in generale.
Quanto mangi“, “mangi troppo“, “mangi troppo poco“, “ma perché quello non lo mangi“, “guarda quella che fisico“, “guarda quello che pancia“: queste sono tutte frasi da evitare non solo perché possono essere dei trigger per il/la partner, ma anche perché non fanno altro che confermare che il corpo – anche di chi non conosciamo – sia così importante da essere sempre la prima cosa che giudichiamo.
Stai attento soprattutto ai commenti che fai quando l’altra persona è nuda davanti a te. Dire cose come “senti che bel culone” potrebbe sembrarti divertente e affettuoso, mentre da chi ti sta di fronte potrebbe non essere vissuto nel migliore dei modi.

Non fare l’eroe.

POP-CONSIGLIO 3

Non puoi salvare qualcuno che soffre di un DCA, ma solo supportarlə. Qualsiasi cosa dirai o farai non risolverà il problema, che deve essere affrontato in un percorso – spesso anche molto lungo – con un/una professionista.
A volte si corre il rischio di diventare iperprotettivə nei confronti dell’altra persona, mandando indirettamente il messaggio che questa non sia in grado di occuparsi di se stessa. Il tuo compito è quello di fare il/la partner, non il genitore e tantomeno l’eroe della situazione. Una volta compreso questo, puoi creare degli spazi privi di giudizio che permettano a chi ami di aprirsi con te per avere supporto. Non forzare mai la conversazione, ma quando avviene ascolta senza giudicare e cerca anche di spiegare come ti senti tu.

Trova un supporto anche per te.

POP-CONSIGLIO 4

Quando qualcuno accanto a noi soffre, tendiamo a dimenticarci di noi stessə pensando che il nostro malessere debba passare in secondo piano di fronte ai problemi molto più complessi dell’altra persona. Smettiamola. 
I tuoi problemi, le tue difficoltà e i tuoi bisogni sono sempre validi: annullarti non aiuterà né te né l’altrə. Trova piuttosto un modo per comprendere e comunicare le tue esigenze all’interno della relazione – anche quelle che riguardano la sfera sessuale – naturalmente senza ferire e giudicare nessuno.
Ricorda sempre che l’ultima cosa che il/la tuə partner vuole è essere trattatə come una persona incapace di intendere e volere, che non può assumersi le sue responsabilità. Se vuoi un rapporto adulto e maturo non puoi comportarti con lui/lei come se fosse un cucciolino da proteggere. 

Spero che questo articolo ti abbia aiutato a capire meglio i disturbi del comportamento alimentare e come comportarti con chi ne soffre. Se conosci altri persone a cui potrebbe servire, condividilo!

Silvia Gioffreda

1 commento

  1. Noemi

    Semplicemente grazie… Un articolo utile che aaiuta assumere il punto di vista dell’altro senza scordarsi il proprio.

    Rispondi

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